“Sono un cittadino del mondo nato per caso in Italia”

“Sono un cittadino del mondo nato per caso in Italia”

Considerazioni di un’ adolescente

 Le circostanze in cui siamo nati e le situazioni in cui viviamo sono puramente frutto di casualità. È difficile pensare che saremmo potuti nascere con nome, caratteristiche fisiche, famiglia e nazionalità diverse. La visita al Sermig è servita molto, oltre che a sensibilizzarci sull’aiuto che si può dare alle persone che ne hanno bisogno, ci ha fatto partecipare ad una merenda dei popoli, dove ci siamo resi conto che come siamo nati in Italia, con la stessa facilità saremmo potuti nascere in qualunque altro paese del mondo. Dobbiamo ritenerci fortunati, bisogna pensare che ci sarebbe potuta essere un’altra persona al posto nostro oggi. Ci siamo sentiti strani, quasi in colpa, quando ci siamo resi conto che in molti paesi la vita è al limite della sopravvivenza. Le differenze tra i popoli del mondo sono molte ma una ci accomuna: tutti siamo uomini abitanti del mondo.                                                                           I motivi che portarono, per esempio, alla seconda guerra mondiale furono le idee provenienti da un nazionalismo “nocivo”: l’idea che una nazione possa avere successo a sfavore degli altri paesi del mondo e che possa dominare su di essi. Penso che questa mentalità renda le persone crudeli e in grado di fare azioni terribili. Non esiste superiorità tra un popolo e un altro, tra etnie o religioni diverse. Le persone non possono essere “punite” in base a dove e come le colloca il caso.                                                                                                             Certamente lo sviluppo del mondo è molto disomogeneo ma questo non permette ad una nazione di dominare sulle altre. Comunque credo che quest’idea di superiorità esista da sempre. Un forte esempio è quello del colonialismo e dell’imperialismo, le due fasi che segnano il periodo di massima colonizzazione da parte dell’Europa verso l’America e l’Africa.   Vorrei poter dire che il nazionalismo è un ideale bello e “pulito” in tutti i suoi prìncipi, ma non credo sia così.                                                                                                                                 Sostengo che i paesi più industrializzati dovrebbero aiutare quelli in lenta crescita, credo che bisognerebbe investire maggiormente sull’Africa e che le multinazionali debbano farsi da parte, dovrebbero smettere di farsi la guerra ma anche di produrre armi, le persone dovrebbero mettere da parte l’avidità, la gelosia, l’odio, bisognerebbe avere più cura del nostro pianeta e stare attenti agli sprechi. Penso che il mondo sia pronto per questo ma, sfortunatamente, non se ne rende conto.

Arianna 3^ A

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